Su LinkedIn, lo storytelling è la chiave per farsi notare, ma anche la trappola più facile in cui cadere. Raccontare di sé può trasformare un semplice post in un contenuto potente e umano, capace di generare empatia e interazioni. Ma c’è un rischio: sembrare autoreferenziali, come chi usa ogni storia solo per dire “quanto sono bravo”. E sappiamo tutti quanto sia fastidioso leggere post che puzzano di autocelebrazione. La vera arte sta nel fare storytelling senza sembrare autoreferenziale, trasformando la propria esperienza in un ponte per connettersi con gli altri e offrire valore alla community.
Perché lo storytelling non è (solo) parlare di sé
Molti confondono lo storytelling con il semplice racconto autobiografico. In realtà, non è tanto la tua storia a interessare, ma il significato che riesci a trasmettere. Un episodio personale funziona solo se chi legge riesce a specchiarsi, a riflettere o a portarsi a casa un insegnamento utile. Se invece la storia resta chiusa su di te, rischia di sembrare un monologo narcisistico. In pratica, la differenza tra “Guardate che risultato ho ottenuto” e “Ecco cosa ho imparato e come può servire anche a voi”.
Tecniche per fare storytelling senza cadere nell’autoreferenzialità
1. Parti dal problema, non dalla vittoria
Non iniziare subito con il successo. Racconta la difficoltà, l’errore, la sfida affrontata. È lì che si crea la connessione emotiva.
2. Trasforma il “io” in “noi”
Non scrivere: “Ho fatto questo”. Scrivi: “Ecco cosa può accadere quando ci troviamo in questa situazione”. L’esperienza personale diventa universale.
3. Offri un insight pratico
Ogni storia deve lasciare qualcosa: un consiglio, un’idea, uno spunto di riflessione. Senza takeaway, resta un diario personale.
4. Mantieni autenticità e umiltà
Non serve gonfiare i risultati. Mostrare vulnerabilità e imperfezioni è molto più potente (e credibile) della perfezione ostentata.
5. Stimola il dialogo
Chiudi sempre con una domanda o un invito a condividere esperienze simili. Così la tua storia diventa l’inizio di una conversazione, non la fine di un discorso.
Esempi pratici
- Versione autoreferenziale: “Ho guidato un team in un progetto complesso e abbiamo raggiunto grandi risultati.”
- Versione coinvolgente: “All’inizio di quel progetto eravamo persi: mille problemi e poco tempo. Poi abbiamo trovato un metodo semplice che ci ha salvato. Mi piacerebbe sapere: voi come gestite le emergenze con il team?”
- Versione autoreferenziale: “Ho superato brillantemente una trattativa difficile.”
- Versione coinvolgente: “In una trattativa mi sono accorto che stavo parlando troppo. Ho cambiato approccio e ho ascoltato di più. È stato il punto di svolta. Anche a voi capita di sottovalutare l’ascolto?”
Domande Frequenti
Chi dovrebbe usare lo storytelling?
Tutti: manager, dirigenti, consulenti e persino chi è all’inizio carriera. Consiglio: non è il ruolo a fare la differenza, ma il modo in cui racconti.
Cosa rende una storia interessante?
La capacità di toccare un bisogno universale. Consiglio: chiediti sempre: “Cosa si porta via il lettore da questa storia?”.
Quando è meglio usare lo storytelling?
Quando vuoi trasmettere un messaggio chiave o rendere più umano un contenuto tecnico. Consiglio: evita di usarlo come riempitivo.
Come evitare di sembrare narcisisti?
Parlando meno dei tuoi meriti e più delle lezioni imparate. Consiglio: mostra vulnerabilità e autenticità.
Dove pubblicare le storie più efficaci?
Sui post personali, negli articoli o persino nei commenti. Consiglio: scegli sempre il formato più adatto al messaggio.
Perché lo storytelling funziona meglio dei dati da soli?
Perché i dati convincono la mente, ma le storie parlano al cuore. Consiglio: unisci i due livelli per massimizzare l’impatto.
Conclusioni
Imparare a fare storytelling senza sembrare autoreferenziale è un’arte sottile che richiede equilibrio tra autenticità, valore e umiltà. Le persone non vogliono leggere un elogio a senso unico, ma storie in cui riconoscersi e da cui trarre ispirazione. Il segreto è trasformare l’“io” in un “noi” e aprire spazi di conversazione. Solo così il tuo storytelling diventa realmente potente e memorabile.
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