Hai mai notato come certi annunci ti seguano ovunque dopo aver visitato un sito o interagito con un post? Ecco, quella strategia ha un nome: retargeting.
E su LinkedIn, dove le decisioni di business nascono da relazioni professionali e fiducia, il retargeting è una delle tecniche più potenti per convertire l’interesse in azione.
In un contesto B2B (ma anche per professionisti e freelance), il retargeting su LinkedIn ti permette di raggiungere le persone che hanno già interagito con i tuoi contenuti, visitato il tuo sito o guardato i tuoi video, trasformando il semplice contatto in opportunità concreta.
In questo articolo scoprirai come funziona il retargeting su LinkedIn, come configurarlo in modo strategico e come usarlo per aumentare lead, engagement e conversioni, evitando gli errori che bruciano budget e credibilità.
Cos’è il retargeting su LinkedIn e perché è così efficace
Il retargeting LinkedIn (o remarketing) è una strategia pubblicitaria che ti consente di mostrare annunci mirati a persone che hanno già interagito con te o con la tua azienda.
A differenza della pubblicità “fredda”, il retargeting lavora su un pubblico già caldo, che ti conosce e ha mostrato interesse.
Ecco perché funziona:
- Riduce il tempo di conversione: parli a chi è già a metà del percorso decisionale.
- Aumenta la fiducia: la ripetizione del messaggio rafforza il brand.
- Migliora i tassi di click e conversione rispetto alle campagne di awareness.
Esempio pratico:
Una persona visita il tuo sito per leggere una guida gratuita → LinkedIn registra il visitatore → dopo qualche giorno, quella persona vede un tuo annuncio con una call to action per una demo, un servizio o un ebook.
Consiglio: pensa al retargeting come a un “secondo incontro”.
Non devi convincere, ma ricordare e rassicurare.
Come funziona il retargeting su LinkedIn (in pratica)
Il retargeting su LinkedIn si basa su dati comportamentali e interazioni reali.
Puoi creare pubblici personalizzati (audience) in base a:
- Visitatori del tuo sito web
- Tracciati tramite il LinkedIn Insight Tag, un piccolo codice da inserire nel sito.
- Ti permette di raggiungere chi ha visitato pagine specifiche (es. pagina servizi, preventivi, contatti).
- Interazioni con i tuoi contenuti LinkedIn
- Persone che hanno visualizzato o cliccato i tuoi post, video o annunci sponsorizzati.
- Chi ha aperto o compilato moduli di lead generation
- Utile per riattivare utenti che hanno iniziato ma non completato l’iscrizione o la richiesta.
- Chi ha visitato la tua pagina aziendale LinkedIn
- Ideale per coinvolgere chi ti segue ma non ha ancora compiuto azioni concrete.
Consiglio: segmenta sempre.
Non fare un unico gruppo di retargeting per “chiunque abbia interagito”: crea liste specifiche per contenuto o intento (es. “visitatori blog”, “lead incompleti”, “visualizzatori video”).
Come impostare una campagna di retargeting su LinkedIn (step by step)
1. Installa il LinkedIn Insight Tag
È il codice di tracciamento ufficiale di LinkedIn.
- Lo trovi in Campaign Manager > Insight Tag.
- Copialo e inseriscilo nel tuo sito (in tutte le pagine, oppure via Google Tag Manager).
Da quel momento LinkedIn inizia a raccogliere dati sui visitatori.
2. Crea un pubblico di retargeting
Dal Campaign Manager, vai su Risorse > Pubblici corrispondenti → Crea pubblico.
Scegli una delle opzioni:
- “Visitatori del sito web”
- “Visualizzatori di video”
- “Interazioni con moduli”
- “Visitatori della pagina LinkedIn”
Puoi specificare:
- Quale pagina hanno visitato;
- Da quanto tempo (es. ultimi 30, 60 o 90 giorni).
Consiglio: imposta periodi brevi (30-60 giorni) per mantenere il pubblico “caldo”.
3. Definisci l’obiettivo della campagna
Scegli tra:
- Awareness → se vuoi rimanere nella mente del pubblico.
- Consideration → per aumentare interazioni o traffico.
- Conversion → per generare lead o vendite.
Il retargeting funziona meglio nelle fasi di considerazione e conversione.
4. Crea l’annuncio
L’annuncio deve essere coerente con la fase del funnel.
Chi ti conosce già non ha bisogno di presentazioni, ma di motivazioni per agire.
Esempi:
- “Hai letto la nostra guida? Scopri ora la checklist completa.”
- “Hai visitato la pagina servizi? Ecco come possiamo aiutarti concretamente.”
- “Guarda come i nostri clienti hanno ottenuto risultati in 30 giorni.”
Usa toni di invito, non di pressione.
5. Imposta il budget e il monitoraggio
LinkedIn è una piattaforma costosa rispetto ad altre, ma molto più precisa nel targeting B2B.
- Inizia con 10–20 €/giorno per testare.
- Monitora CTR, conversion rate e frequency (quante volte la stessa persona vede il tuo annuncio).
Consiglio: evita di “stressare” il pubblico. Troppa esposizione può generare fastidio.
Tipi di retargeting più efficaci su LinkedIn
🎯 1. Retargeting dei visitatori del sito web
Perfetto per chi fa inbound marketing o ha un blog.
Puoi personalizzare gli annunci in base alla pagina visitata:
Chi ha letto articoli sul “social selling” → annuncio: “Scopri il corso pratico su come vendere su LinkedIn.”
🎥 2. Retargeting dei visualizzatori di video
Se usi contenuti video nelle campagne, puoi mostrare nuovi annunci a chi ha guardato almeno il 25%, 50% o 75% del video.
Ottimo per creare una sequenza narrativa: primo video introduttivo → secondo di approfondimento → terzo con offerta.
📩 3. Retargeting dei moduli di lead generation
Ideale per chi ha cliccato su un modulo ma non l’ha completato.
“Non sei riuscito a scaricare la nostra guida? Eccola qui, in un click.”
👥 4. Retargeting dei follower e visitatori della pagina aziendale
Serve per riattivare la tua community dormiente.
Puoi proporre:
- Webinar o eventi;
- Nuove case study;
- Annunci di servizi aggiornati.
Errori da evitare nel retargeting LinkedIn
❌ Fare retargeting a chi ha già convertito
Controlla sempre di escludere i clienti o lead già acquisiti: spendere budget su di loro è inutile e fastidioso.
❌ Non differenziare il messaggio
Mostrare lo stesso annuncio a tutti riduce la pertinenza.
Segmenta per azione compiuta e adatta la comunicazione al livello di interesse.
❌ Sovraccaricare l’audience
LinkedIn richiede almeno 300 membri attivi per una lista di retargeting, ma più è grande meglio è.
Se il pubblico è troppo ristretto, l’algoritmo non riuscirà a ottimizzare le impression.
❌ Ignorare il timing
Un annuncio visto subito dopo una visita può sembrare invadente.
LinkedIn ti consente di ritardare l’attivazione di qualche giorno: usalo per dare respiro alla strategia.
Best practice per una strategia di retargeting LinkedIn vincente
- Crea una sequenza → non mostrare un solo annuncio, ma costruisci un percorso (es. video → guida → demo → contatto).
- Testa sempre due versioni → cambia headline o immagine e osserva quale genera più click.
- Combina organic e paid → chi ha già interagito con i tuoi post organici risponderà meglio alle campagne sponsorizzate.
- Aggiorna regolarmente il pubblico → rimuovi chi ha completato l’obiettivo e inserisci nuovi visitatori.
- Analizza i dati ogni 7–10 giorni → ottimizza budget e creatività in base ai risultati reali.
Consiglio: il retargeting funziona se hai contenuti di valore: nessuna pubblicità può sostituire una buona reputazione.
Domande Frequenti sul retargeting LinkedIn
Chi può usare il retargeting?
Tutti: aziende, freelance, creator o consulenti che hanno un sito o una pagina aziendale attiva.
Quanto tempo serve per costruire un pubblico?
Circa 2–3 settimane, a seconda del traffico raccolto dal LinkedIn Insight Tag.
Quanto costa una campagna di retargeting?
Dipende dal target e dall’obiettivo, ma in media tra 0,50€ e 2€ per click.
Cosa succede se il mio pubblico è troppo piccolo?
LinkedIn non avvierà la campagna. Aumenta il traffico o abbina segmenti diversi (es. visitatori + visualizzatori di video).
Dove posso vedere i risultati?
Nel Campaign Manager, sezione “Analisi e insight”. Troverai impression, CTR, conversioni e ROI stimato.
Perché il retargeting è più efficace del targeting freddo?
Perché parli a persone che ti conoscono già. Il tasso di conversione medio è 2–3 volte superiore.
Conclusioni
Fare retargeting su LinkedIn significa trasformare l’attenzione in azione.
È la strategia che collega i puntini tra chi ti ha notato e chi diventa cliente, tra semplice visibilità e reale opportunità.
Ricorda: il retargeting non è inseguimento, è riconoscimento — un modo intelligente per restare nella mente di chi ha già scelto di guardarti una prima volta.
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